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DETTAGLI DELLA RECENSIONE
 
Titolo:
Full Immersion

Autore:
possiani

Testo:
Nome: Full Immersion (Profonda Immersione)
Provenienza: Torino
Data di nascita: anno domini 2003
Sound: Rock Funky
Segni particolari: Bravissimi!!!

Questo il loro biglietto da visita, c’è poco da dire!

Gran bel sound quello dei “Full Immersion”. Considerando, poi, che è davvero difficile ascoltare qualcosa del genere in Italia, coi tempi che corrono….

Band davvero giovane, sulla scena dal 2003, emergono dagli scantinati di città, di una città molto contraddittoria, misteriosa, che a volte davvero fatica a recepire e valutare positivamente le grandi novità. Non ascoltavo sonorità del genere dai tempi degli “Extreme”: …certo, il paragone è ancora troppo arduo, ma la prima impressione che si ha ascoltando “Anymore”, ad esempio, non può non evocare atmosfere dannatamente …“Cheroniane”. Si continua piacevolmente ad ascoltare i brani, da “Why” a “She” passando per “Come Together”: quest’ultima, ancor meglio se ascoltata  in versione acustica ed in cuffia, non rimanda forse a sonorità prettamente “Living Colour”?

Gran bel gruppo. Buona la prova del vocalist, ottima chitarra e basso (…le “sleppate” sono inserite al posto giusto nel momento giusto), bravo anche Fabio a tenere con la sua batteria un ritmo paradossalmente elegante senza stancare le orecchie dei più esigenti.

Un mix tra lirica ben arrangiata e strumenti elettrici distorti in maniera oltremodo discreta.

Ben fatto!

E torniamo ai brani: “Anymore”: sicuramente il brano che denota maggiore grinta. Si esce leggermente da canoni funky nei chorus ed il tutto è davvero ben dosato. “She”: di certo il brano più commerciale. Lo trovate inserito nella loro prima demo. Con “Someday” il momento si fa più radiofonico ma si poteva osare molto di più componendo un solo di chitarra maggiormente “competitivo”. “Why”: il brano più spudoratamente funky. E’ incredibile come tutto ricordi le funky rock band americane anni ’90. “Come Together”: assolutamente il brano più tecnico. Anche qui 3 minuti e 6 secondi di funky rock puro che non disdegna cadenze “rappate” tipiche di una band che vuole spingersi oltre.

Anche per i “Full Immersion” valga quanto già speso per altre band emergenti, ovvero, un utilizzo maggiormente “solista” da parte della chitarra sarebbe auspicabile.

Bravi i “Full Immersion” perché suonano un genere musicale difficilmente replicabile.

Bravi perché i loro orizzonti musicali tendono ad allontanarsi da schemi classico/commerciali.

Bravi perché osano spingendosi oltre in un contesto, come quello nazionale, che difficilmente digerisce proposte “importate” o “importabili”.

Bravi, bravi, bravi.

E ricordate che anche gli Extreme cominciarono così!

Voto: 8,2 / 10



Inserito il:
25/09/2006

 


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